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Rodentia
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top
I mwbqroditori (mwbgRodentia mwbwBowdich, mwca1821) sono l'mwcqordine di mwcgmammiferi col più alto numero di specie ascritte, comprendente circa il 46% delle specie totali di mammiferi esistenti, più altrettanti taxa mwcwestinti.

Di questo ordine fanno parte specie molto conosciute e dall'areale molto esteso, come mwdqratti, mwdgtopi e mwdwscoiattoli, così come specie rare e dall'areale molto circoscritto.

Il nome "roditore" deriva dal verbo mweqlatino mwegrodere ("rosicchiare"), in riferimento all'abitudine che accomuna tutti gli appartenenti all'ordine. I roditori, a differenza dei mwewlagomorfi, possiedono un unico paio di incisivi, nella parte superiore della bocca, entrambi della stessa grandezza; lo smalto ricopre unicamente la loro parte anteriore.

Contents

Note

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Distribuzione

I roditori hanno distribuzione mwfwcosmopolita, in quanto se ne trovano popolazioni stabili ed autoctone in ogni angolo della Terra, ad eccezione dell'mwgaAntartide (dove, tuttavia, possono essere stagionalmente presenti ratti o topi al seguito delle spedizioni scientifiche). I roditori, assieme a mwgqpinnipedi e mwggchirotteri, sono gli unici mammiferi mwgwplacentati presenti in mwhaOceania senza essere stati introdotti dall'uomo.

Nell'ambito del proprio areale, le varie specie di roditori colonizzano gli mwhgmwhwhabitat più disparati, dal mwiadeserto alle aree paludose e acquitrinose: pur non esistendo roditori marini, esiste comunque un buon numero di specie strettamente acquatiche e, in generale, tutti i roditori sono buoni nuotatori. Alcune specie generaliste, come topi e ratti, hanno ampliato in maniera esponenziale il proprio areale vivendo a stretto contatto con l'uomo, al punto di risultare dannose per il loro numero eccessivo.

Descrizione

Considerando il notevole numero di specie e le nicchie diversissime che esse colonizzano, non c'è da stupirsi se fra i roditori sussistono differenze anche enormi di taglia ed aspetto.

Le dimensioni dei roditori spaziano fra i mwkq6 cm scarsi per mwkg7 g di peso del mwkwtopo nano africano agli mwla80 kg del mwlqcapibara, il più grande roditore vivente, il quale tuttavia risulta minuscolo se comparato alle due tonnellate e mezzo stimate come peso vivo della mwlgmwlwJosephoartigasia monesicite-ref-millien-1-0[1]cite-ref-rinderknecht-2-0[2]: generalmente, tuttavia, si tratta di animali di dimensioni medio-piccole, con un mwoarange di dimensioni compreso nella massima parte delle specie fra i 15 e i mwoq40 cm.

Tutti i roditori, ad eccezione dell'mwoweterocefalo glabro, sono ricoperti da una folta peluria dai colori poco appariscenti, dalla funzione mwpamimetica (ad esempio bruno-grigiastro, oppure giallognolo nelle specie deserticole): alcune specie tropicali di scoiattolo presentano invece livree appariscenti del pelo e anche della pelle. In alcune specie (come mwpqistrici, mwpgursoni e topi spinosi del genere mwpwmwqaAcomys), porzioni più o meno ampie del pelo sono modificate a formare aculei che difendono l'animale dai predatori.

Le orbite oculari, poste in posizione centrale o posteriore sul mwsgcranio, non sono mai circondate da osso, così che la cavità oculare passa più o meno completamente nella fossa temporale: lo zigomo è appena accennato, oppure manca del tutto, mentre il forame infraorbitale è ben sviluppato (in alcune specie quanto l'intera cavità oculare). L'osso nasale, del tutto separato dalla mwswmascella, è piuttosto grande e proiettato in avanti. Le forme dello zigomo e della mandibola sono gli elementi in base ai quali gli studiosi effettuano la classificazione dei roditori. Il mwtacervello è piuttosto piccolo e ben racchiuso nella cavità encefalica, pertanto esso non sporge sul mwtqcervelletto.

Il muso è piuttosto arrotondato, con mwtwrinario (o tartufo) ridotto o assente: il labbro superiore è sovente spaccato, sicché i lunghi incisivi sono visibili anche a bocca chiusa. La lingua è corta e tozza, dalla punta arrotondata, e non va quasi mai oltre il margine dei premolari: su di essa sono presenti mwuapapille di piccole dimensioni, che si ingrandiscono man mano che si prosegue verso la radice.

La muscolatura masticatoria è particolarmente sviluppata: nella masticazione, il principale muscolo coinvolto è il mwugmassetere, che nei roditori è tripartito e si estende dallo zigomo (quando presente) al lato esterno della mwuwmandibola. In tal modo, la mandibola non viene solo tirata verso l'alto, ma anche spinta in avanti. Il muscolo temporale, seppur ben sviluppato, è di dimensioni trascurabili rispetto al massetere.

La mwxacolonna vertebrale si compone generalmente di:

• 13 mwyqvertebre toraciche;
• 6 mwywvertebre lombari;
• vertebre caudali in numero variabile a seconda del genere preso in considerazione;

Gli arti hanno lunghezza simile, anche se quelli posteriori sono sempre più lunghi di quelli anteriori: quasi tutti i roditori presentano andatura quadrupede e mwzwplantigrada, ad eccezione delle specie saltatrici (come mwaagerbilli e mwaqgerboa), che presentano zampe posteriori molto più lunghe rispetto a quelle anteriori ed atte al salto: in generale, comunque, tutti i roditori sono in grado di sedere sulle zampe posteriori (più lunghe di quelle posteriori e dotato di mwagtarso allungato), in modo tale da tenere le zampe anteriori libere, ad esempio per trattenere il cibo e portarlo alla bocca.

La mwbascapola ha forma stretta ed allungata, con mwbqclavicola presente nella maggior parte delle specie, ma che in alcuni generi si sviluppa in maniera incompleta o è del tutto assente. L'mwbgulna e il mwbwradio sono nettamente separati; le zampe anteriori presentano cinque dita con ossicini ben sviluppati.

Il mwcqbacino è piuttosto grande e presenta mwcgsinfisi pubica ossificata: le zampe posteriori presentano mwcwperone che non prende contatto col mwdatallone. In molte specie saltatrici il mwdqmetatarso è assai allungato. L'mwdgalluce delle zampe posteriori è presente in forma regredita oppure del tutto assente, pertanto la zampa posteriore può presentare fra le tre e le cinque dita. In alcune specie (come gli mwdwscoiattoli volanti africani) fra le zampe anteriori e quelle posteriori, all'altezza del mweapolso, si estende un mweqpatagio, che consente loro bravi planate di albero in albero.

Ciascun dito presenta un'unghia ben sviluppata: le specie scavatrici hanno unghie larghe e tozze per meglio muoversi nell'ambiente ipogeo, mentre le specie arboricole presentano piccole unghie forti e leggermente incurvate per una maggiore presa sui rami. Molte specie di caviomorfi mwfacentro e mwfqsudamericani (quali gli mwfgaguti, il mwfwcapibara e i mwgamara) hanno unghie sviluppate a formare strutture simili a mwgqzoccoli.

La coda, a seconda della specie, può essere del tutto assente esteriormente (ma presente in forma vestigiale), ridotta ad un misero moncherino o lunga come e più del corpo: in molti roditori essa è ricoperta di pelo, mentre in altri (come i mwgwtopi) essa è pressoché glabra e ricoperta da pelle scagliosa. Generalmente, la lunghezza della coda coincide con le abitudini dell'animale, in quanto le specie arboricole e saltatrici, per meglio equilibrarsi, presentano coda ben sviluppata e, in alcuni casi, prensile; al contrario, nelle specie terragnole e ipogee, dove questo adattamento risulta superfluo, la coda si riduce in dimensioni sin quasi a scomparire in alcune specie. Nei roditori dalle abitudini più o meno acquatiche, invece, la coda tende ad appiattirsi in senso assiale (come nelle varie specie di ratti acquaioli e nella mwhanutria) o longitudinale (come nei mwhqcastori), per facilitare il nuoto.

La caratteristica più importante dei roditori, quella che dà il nome all'ordine, sono i caratteristici denti: essi sono quattro mwiwincisivi, due siti sulla mwjamascella e due sulla mwjqmandibola, sprovvisti di radice o dotati di radici poco profonde ed aperte. Gli incisivi dei roditori sono ricoperti di mwjgsmalto solo sulla facciata rivolta verso l'esterno, mentre nella loro parte interna la mwjwdentina è direttamente esposta: pertanto, la consunzione del dente è differente sui due lati, il che provoca il suo affilamento con l'usura. L'animale si serve di questi denti per rosicchiare il cibo, ma alla bisogna essi possono essere utilizzati anche per difendersi mordendo gli aggressori o per scavare. La crescita degli incisivi è continua e misurabile in mwka2-3 mm alla settimana nella maggior parte delle specie, mentre nei roditori scavatori ed ipogei essa è maggiore e raggiunge i mwkq5-6 mm alla settimana. Durante il mwkgletargo, per evitare una crescita eccessiva del dente che non viene usurato, la crescita viene rallentata. Gli incisivi dei roditori crescono secondo una caratteristica curvatura verso l'interno, che è maggiore negli incisivi superiori rispetto a quelli inferiori: se lasciati crescere indiscriminatamente, i denti superiori hanno andamento mwkwspiralato all'interno della cavità orale oppure al di fuori di essa (arrotolandosi attorno alla bocca e di fatto bloccandola), mentre i denti inferiori si proiettano verso l'alto all'esterno della bocca.

Originariamente i roditori possedevano in totale 22 denti: quattro incisivi, sei premolari (quattro nella mascella e due nella mandibola) e dodici molari. Mentre il numero di incisivi è rimasto immutato, col tempo in molti gruppi il numero di molari e premolari si è ridotto: la maggior parte dei roditori ha un nessuno o un solo premolare per semi-arcata (ad eccezione di alcuni scoiattoli e mwlqbatiergidi che ne possiedono due) e tre molari (ad eccezione di alcuni mwlgmuridi, che ne hanno due, e di alcune specie del genere mwlwmwmaPseudohydromys, che ne hanno soltanto uno). Pertanto, nei roditori il numero di denti varia da soli 8 nelle sopra-citate mwmqspecie del mwmggenere mwmwmwnaPseudohydromys a 28 del ratto talpa mwnqmwngHeliophobius argenteocinereus, raggiunto dopo la caduta dei denti da latte, che peraltro avviene solo in alcuni caviomorfi. Premolari e molari solitamente hanno crescita limitata, ma nei caviomorfi ciò non avviene e di fatto anch'essi, analogamente agli incisivi, presentano crescita continua. I mwoqcanini sono invece sempre stati assenti: lo spazio vuoto fra gli incisivi e mwogpremolari, noto come mwowdiastema, viene utilizzato dall'animale per accumulare cibo o materiale per foderare la tana nelle tasche guanciali, che sono solitamente assai capienti, in modo tale da poterne comodamente trasportare grandi quantità senza dover ripetere varie volte lo stesso tragitto, esponendosi inutilmente ad eventuali predatori. In alcune specie fossorie, come i ratti talpa, le tasche guanciali si chiudono dietro gli incisivi a mo' di mwpasfintere, per evitare che la terra entri nella bocca dell'animale durante le sue azioni di scavo: questa azione è possibile, seppure in forma meno estrema, in tutti i roditori, grazie alla presenza di un lembo di pelle detto mwpqinflexum pellitum.

Biologia

La maggior parte dei roditori, in special modo quelli di piccole dimensioni, ha abitudini crepuscolari e notturne: quelli diffusi in aree temperate e fredde, durante l'inverno, vanno incontro ad un periodo di mwqqletargo, anche se ciò non è vero in assoluto in quanto alcune specie (come i mwqglemming) sono attive anche durante l'inverno. Le specie delle aree tropicali e desertiche, durante i mesi particolarmente caldi o siccitosi, possono andare incontro ad un processo simile, detto mwqwestivazione.

Per quanto riguarda le abitudini sociali, molti roditori hanno abitudini solitarie al di fuori del periodo degli amori, ma vi sono anche animali che vivono in coppie, in piccoli gruppi familiari, in grossi gruppi, come le mwrqviscacce o i mwrgcani della prateria, fino ad arrivare all'estremo rappresentato dall'mwrweterocefalo glabro, che presenta uno stile di vita eusociale analogo a quello di alcuni mwsainsetti coloniali.

Alimentazione

La maggior parte dei roditori ha regime alimentare esclusivamente erbivoro, consumando foglie, erbe, frutta, cortecce, radici e semi: molte specie, fra cui molti mwswscoiattoli e mwtabatiergidi, sono più flessibili in termini di alimentazione, consumando anche mwtqartropodi, mwtgvermi, uova e piccoli mwtwvertebrati. Alcune specie del mwuaNuovo Mondo, come i mwuqtopi cavalletta, mwugDeomyinae si nutrono essenzialmente di mwuwinsetti, mentre le specie acquatiche, come i ratti acquaioli e i ratti d'acqua australiani, si nutrono perlopiù di mwvgpesci, mwvwmolluschi e altri animali acquatici. Le specie prettamente erbivore sono solite praticare la mwwacoprofagia al fine di ridigerire il proprio contenuto gastrico e pertanto estrarre la maggiore quantità possibile di nutrimento dal cibo, analogamente a quanto avviene nei mwwqlagomorfi.

L'apparato digerente dei roditori mostra a prescindere dalla dieta caratteri tipici delle specie erbivore: il mwwwcieco è di grosse dimensioni, mentre il mwxacolon è ricco di pieghe atte ad aumentarne la superficie interna e ad ospitare mwxqbatteri mwxgsimbionti che scindono la mwxwcellulosa in zuccheri assimilabili. Lo mwyastomaco è generalmente singolo, ma alcuni roditori (come i mwyqlemming) presentano un abbozzo di seconda camera; lungo l'mwygesofago sono presenti delle ghiandole con funzione di operare una prima digestione del cibo prima della sua entrata nello stomaco.

Riproduzione

L'apparato urogenitale è grossomodo analogo a quello degli altri mammiferi; i mwzqgenitali sono però strutturati in maniera diversa per far fronte all'alto tasso riproduttivo di questi animali. Il mwzgpene, infatti, spesso presenta un osso (mwzwmw0abaculum), mentre i mw0qtesticoli raramente sono esterni: solitamente, a riposo essi rimangono interni al corpo, in apposite tasche, per poi discendere durante il periodo riproduttivo. Tale discesa avviene comunque solo in alcune specie, mentre molti roditori presentano testicoli permanentemente interni. Le femmine possiedono mw0gutero bipartito, similmente a quanto avviene nei mw0wlagomorfi, nei quali tuttavia il mw1abaculum è assente.

Per far fronte all'elevato tasso di mortalità, molti roditori (specialmente quelli di piccole dimensioni, soggetti ad una pressione venatoria altissima) sono mw1gr-strateghi, il che vuol dire che la femmina può portare a termine numerose gravidanze all'anno, ciascuna delle quali, assai breve (nel mw1wcriceto dorato sole due settimane, la più breve fra i placentati) conta numerosi piccoli che si sviluppano precocemente e che nel giro di alcune settimane sono in grado di riprodursi a loro volta. Alcuni roditori come i caviomorfi, tuttavia, hanno adottato la mw2qstrategia K, ossia hanno gestazioni più lunghe (fino a 280 giorni nel mw2gpacarana), parti singoli o gemellari con piccoli che nascono già ben sviluppati.

L'aspettativa di vita nei roditori è molto variabile: alcune specie r-strateghe, tenute in buone condizioni e senza pressione venatoria, vivono al massimo due anni (è il caso del mw3atopo), mentre i grossi roditori non di rado raggiungono i trent'anni d'età. Un caso a parte è rappresentato dall'mw3qeterocefalo glabro, che, pur adattando una sorta di strategia r (femmine precoci, parti di ventisette piccoli, anche se a riprodursi è solo la femmina dominante) si pensa possa vivere fino a ventotto anni.

Sistematica e filogenesi

Il nome dell'ordine “Rodentia” e stato attribuito dal viaggiatore e naturalista inglese Thomas Edward Bowdich (1821). Il termine latino (moderno) “Rodentia” deriva da “rodens”, participio presente di “rodere” – “rosicchiare”. I roditori sono strettamente imparentati coi lagomorfi, tuttavia fra i due gruppi sussistono differenze perché, oltre ad avere storie evolutive distinte, differiscono per la presenza, nei lagomorfi, di un ulteriore paio di incisivi sulla mascella superiore. Queste differenze sono tali da ritenerne corretta la distinzione in due ordini distinti (avvenuta peraltro solo nel mw4a1912, anno prima del quale i roditori venivano definiti mw4qSimplicidentata e i lagomorfi mw4gDuplicidentata), anche se è comune pensare che essi appartengano tutti a uno stesso ordine. In realtà, roditori e lagomorfi sono sì raggruppati, ma nel mw5aclade dei mw5qmw5gGlires, istituito da mw5wLinneo con rango di ordine, ma considerato un mw6ataxon di rango intermedio fra ordine (Rodentia) e mw6qsuperordine mw6gmw6wEuarchontoglires, a sua volta formato dall'unione dei mw7aGlires e degli mw7qmw7gEuarchonta, comprendenti questi ultimi mw7wmw8aScandentia (tupaie), mw8qmw8gDermoptera (lemuri volanti) e mw8wprimati.

Si tratta di un gruppo piuttosto omogeneo a livello morfologico e genetico, il che ne rende la classificazione mw9qfilogenetica piuttosto ardua.

Nel 2015 Hao Yue e collaboratoricite-ref-3[3] hanno svolto un'analisi filogenetica basandosi su dati molecolari, i quali hanno permesso di ricostruire l'albero filogenetico (figura) di cinquantaquattro specie di roditori. Le analisi condotte sulle sequenze mitocondriali di dodici geni codificanti proteine e di due geni dell'RNA ribosomale, infatti, hanno confermato la suddivisione in cinque descritta da Carleton e Musser (2005) ed hanno chiarito ulteriormente le relazioni filogenetiche di sedici famiglie, in particolare quelle all'interno della famiglia mw-wDipodidae.

Nell'ambito dell'ordine, sono riconosciute un totale di mwaqu2 277 specie suddivise in 481 generi e 34 famiglie, vale a dire circa 500 specie in più rispetto a 15 anni fa, ed è altrettanto probabile che ve ne siano ancora altre da scoprire. Un tale numero di specie costituisce il 42% circa del totale di specie di mammiferi esistenti.

Il problema della classificazione di questo ordine rimane irrisolto, nonostante l'apporto di dati molecolari alle analisi filogenetiche.

Le classificazioni tradizionali dei roditori utilizzano solitamente l'analisi della mandibola o del complesso zigomo-massetere per l'analisi tassonomica: nel primo caso si ha la divisione dei roditori in due sottordini;

• Hystricognatha (dove la mandibola forma un angolo dal mento verso l'attaccatura al mwaqscranio)
• Sciurognatha (dove la mandibola prosegue in linea retta dal mento verso l'attaccatura)

Nel secondo caso si distinguono invece quattro sottordini:

• Protrogomorpha: massetere piccolo e attaccato alla parte inferiore dello zigomo, comprendente alcune famiglie estinte del mwariPaleocene ed il mwarmcastoro di montagna.
• mwaruSciuromorpha: lo zigomo degrada inferiormente verso una superficie laterale, con il massetere che si tripartisce in laterale (fra occhio e muso), superficiale (lungo lo zigomo) e mediano (latero-inferiormente allo zigomo). Caratteristica dei roditori estinti mwaryEomyidae, oltre che di mwarccastori, molti mwargscoiattoli ed i geomidi.
• mwarsHystricomorpha: il massetere mediano è ingrandito e insiste sulla parte anteriore dello zigomo, mentre il massetere laterale è attaccato lungo di esso. La loro unica funzione è quella di masticare piuttosto che di rosicchiare: questa configurazione è tipica di istrici, mwarwanomaluridi, mwar0pedetidi e mwar4dipodidi, più alcuni mwar8topi e mwasagliridi africani.
• mwasiMyomorpha: configurazione simile agli sciuromorfi, tuttavia il forame infraorbitale risulta ingrandito come negli istricomorfi. Il tutto dà una maggiore efficacia nell'attività di rosicchiamento. Tale configurazione si trova nella maggior parte dei mwasmMuroidea e nella famiglia estinta dei Cedromurinae, così come in alcuni mwasugliridi, dove si pensa che sia più che altro frutto di una mwasyconvergenza evolutiva: pertanto i gliridi con tale configurazione vengono a volte definiti Pseudomyomorpha.

Ambedue le precedenti classificazioni vengono tuttavia considerate obsolete dalla maggior parte degli studiosi, anche e soprattutto perché gli adattamenti del cranio e della muscolatura masticatoria, piuttosto che da effettivi legami di parentela, possono venire evoluti come parallelismo evolutivo in base alla dieta dell'animale, soprattutto in animali ad elevata radiazione come i roditori. La classificazione più accreditata fra gli studiosi è la seguente proposta nel 2005 da Carleton e Musser, in maniera provvisoria:

• Sottordine mwaswAnomaluromorpha mwas0mwas4mwas8mwatamwatemwatiFamiglia mwatmAnomaluridae - 3 generi, 7 specie mwatqFamiglia mwatuPedetidae - 1 genere, 2 specie
• Sottordine mwatcCastorimorpha mwatgmwatkmwatomwatsmwatwmwat0Famiglia mwat4Castoridae - 1 genere, 2 specie mwat8Famiglia mwauaGeomyidae - 6 generi, 40 specie mwaueFamiglia mwauiHeteromyidae - 6 generi, 60 specie
• Sottordine mwauqHystricomorpha mwaugmwaukmwauomwausmwauwmwau0Famiglia mwau4Ctenodactylidae - 4 generi, 5 specie mwavimwavmmwavqmwavumwavymwavcFamiglia mwavgHystricidae - 3 generi, 11 specie mwavkFamiglia mwavoBathyergidae - 5 generi, 16 specie mwavsFamiglia mwavwPetromuridae - 1 genere, 1 specie mwav0Famiglia mwav4Thryonomyidae - 1 genere, 2 specie mwav8Famiglia mwawaCaviidae - 6 generi, 18 specie mwaweFamiglia mwawiCuniculidae - 1 genere, 2 specie mwawmFamiglia mwawqDasyproctidae - 2 generi, 13 specie mwawuFamiglia mwawyDinomyidae - 1 genere, 1 specie mwawcFamiglia mwawgAbrocomidae - 2 generi, 9 specie mwawkFamiglia mwawoChinchillidae - 3 generi, 6 specie mwawsFamiglia mwawwErethizontidae - 5 generi, 16 specie mwaw0Famiglia mwaw4Capromyidae - 7 generi, 19 specie mwaw8Famiglia mwaxaCtenomyidae - 1 genere, 60 specie mwaxeFamiglia mwaxiEchimyidae - 21 generi, 93 specie mwaxmFamiglia mwaxqMyocastoridae - 1 genere, 1 specie mwaxuFamiglia mwaxyOctodontidae - 8 generi, 13 specie mwaxcFamiglia mwaxgHeptaxodontidae - 4 generi, 4 specie

• Infraordine mwaucCtenodactylomorphi

• Infraordine mwaveHystricognathi

• Sottordine mwaxoMyomorpha mwaxsmwaxwmwax0mwax4Superfamiglia mwax8Dipodoidea mwayamwayemwayimwaymFamiglia mwayqDipodidae - 16 generi, 51 specie mwayumwayySuperfamiglia mwaycMuroidea mwaygmwaykmwayomwaysFamiglia mwaywCalomyscidae - 1 genere, 8 specie mway0Famiglia mway4Cricetidae - 112 generi, 580 specie mway8Famiglia mwazaMuridae - 140 generi, 650 specie mwazeFamiglia mwaziNesomyidae - 21 generi, 61 specie mwazmFamiglia mwazqPlatacanthomyidae - 2 generi, 2 specie mwazuFamiglia mwazySpalacidae - 6 generi, 35 specie
• Sottordine mwazgSciuromorpha mwazkmwazomwazsmwazwmwaz0mwaz4Famiglia mwaz8Aplodontiidae - 1 genere, 1 specie mwaaaFamiglia mwaaeGliridae - 9 generi, 28 specie mwaaiFamiglia mwaamSciuridae - 51 generi, 278 specie

Negli anni passati ha preso inoltre piede fra alcuni studiosi l'idea che i caviomorfi dovrebbero essere riclassificati come un ordine a sé stante, intermedio fra i roditori ed i lagomorficite-ref-4[4]: tale ipotesi, basata sulle analisi degli mwaakamminoacidi di mwaaoporcellino d'Indiacite-ref-5[5], è stata poi supportata da altri studiosi che sostenevano la diversificazione in tempi remoti dei caviomorfi dai miomorfi ancestrali, sicché non sarebbe errato (a loro parere) classificare i caviomorfi (o addirittura gli istricomorfi) in un ordine a sé stantecite-ref-6[6]cite-ref-7[7]. Le analisi genetiche e citologiche compiute coi nuovi mezzi a disposizione, tuttavia, hanno confermato la mwabcmonofilia dell'ordinecite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13], sebbene restino ancora da approfondire gli esatti rapporti fra le varie famiglie degli istricomorfi.

Evoluzione

I primi resti fossili ascrivibili a roditori risalgono al mwadkPaleocene (famiglie Ischyromyidae e Paramyidae), anche se si ritiene che il gruppo si sia sviluppato già durante il mwadwCretaceo, quando potrebbe essere avvenuta anche la radiazione dei mwad0lagomorficite-ref-14[14]cite-ref-15[15]. Si ignora tuttavia da quale gruppo i roditori sarebbero potuti discendere, anche se l'antenato più accreditato sarebbe qualche specie della famiglia estinta degli mwaeyZalambdalestidae: gli mwaecEurymylidae, mammiferi con incisivi ingranditi a lungo considerati gli avi dei roditori, sono ritenuti perlopiù un mwaeggruppo gemello di questi ultimi. Un discorso simile vale per gli Alagomyidaecite-ref-16[16].

Dalla mwae8Laurasia, dove sembrerebbero aver avuto origine, i roditori si diffusero poi durante l'mwafaEocene anche in mwafeAfrica, dove subirono una mwafiradiazione adattativa notevolissima che porto alla nascita della maggior parte dei gruppi viventi.

Da qui, gli antenati degli caviomorfi (ossia gli istricognati) raggiunsero invece il mwafqSud America durante l'inizio dell'mwafuOligocene, in un periodo stimato a 31 milioni di anni fa, provenendo probabilmente dall'mwafyAfrica, allora separata dal continente sudamericano (che ai tempi era una gigantesca mwafcisola) da un braccio di mare non eccessivamente ampio: giunti in Sud America, i roditori trovarono come competitori un esiguo numero di mwafgungulati e mwafkmarsupiali, e poterono pertanto evolversi andando a occupare nicchie ecologiche inusuali, equivalenti a quelle occupate dagli mwafoArtiodattili negli altri continenti. Quando poi Nord e Sud America si unirono, i roditori dei due continenti parteciparono al mwafsgrande scambio americano, con i miomorfi che migrarono verso sud ed i caviomorfi che colonizzarono il nord.

La colonizzazione dell'mwaf0Australia, invece, è stata attuata a più riprese in un periodo che va fra i 10 ed i 5 milioni di anni fa, dando a questi animali il tempo di evolversi in forme mwaf4endemiche nonostante la competizione coi marsupiali autoctoni prima dell'arrivo dell'uomo e di altri roditori introdotti al suo seguito.

I roditori e l'uomo

Da sempre l'uomo ha a che fare coi roditori, con rapporti spesso ambigui: essi di volta in volta possono rappresentare una fonte di cibo o una minaccia per la salute, o ancora un pericolo per le riserve di cibo. In ogni caso, l'uomo ha sempre guardato con sospetto a questi animali, in quanto del tutto indomabili e difficili da controllare, nonostante le dimensioni perlopiù minute.

Animali da utilità

Una serie di specie di roditore è allevata per vari motivi:

• mwagoPer la carne. Anche se il consumo di carne di roditori può sembrare inconsueto per la cultura occidentale, vi sono zone in cui questi animali vengono allevati appositamente per la loro carne, considerata una leccornia: un esempio sono i porcellini d'India, allevati dagli mwagsInca per la lana e la carne, ma anche nell'mwagwantica Roma i mwag0ghiri (anche se più probabilmente si tratta di mwag4moscardini) venivano messi all'ingrasso in un apposito mwag8glirarium e poi serviti arrostiti ed intinti nel mwahamiele. La mwaheFAO, inoltre, incoraggia nei Paesi del mwahiGolfo di Guinea l'allevamento dei mwahmratti delle canne a scopo alimentare.
• mwahuPer la pelle. Molti roditori vengono cacciati od allevati per la pelliccia: è il caso dei sopracitati porcellini d'India, di cui esistono delle varietà a pelo lungo selezionate proprio a questo scopo, ma anche di numerose altre specie come i pregiati mwahycincillà, il mwahctopo muschiato, la mwahgnutria od i mwahkcastori.

• mwaiePer la ricerca. Essendo animali di piccole dimensioni, frugali e facili da allevare, i roditori sono fra gli animali più utilizzati nei laboratori: lo stesso termine "cavia da laboratorio" è riferito al largo uso (più dell'80% del totale di animali da laboratorio) che la ricerca fa dei porcellini d'India, che assieme al mwaiitopolino delle case e al mwaimratto delle chiaviche è uno dei tre roditori considerati mwaiqorganismi modello. I topi e le cavie sono stati anche fra i primi mammiferi inviati nello spazio, nel mwaiu1961 con la sonda sovietica mwaiyVostok.

* mwai0Per compagnia. Alcune specie di roditori vengono tenute dall'uomo non per un tornaconto economico, ma per il semplice piacere della loro compagnia: essi vengono preferiti ad altri animali in quanto bisognosi di poco spazio e meno impegnativi in termini di cure affettive. Non si è mai avuta tuttavia una completa domesticazione di questi animali, in quanto si adattano con difficoltà a ritmi di vita diversi dai loro (perlopiù notturni) e tendono ad essere diffidenti nei confronti dell'uomo. Fra le specie più allevate a scopo ornamentale vi sono il mwai4porcellino d'India, varie specie di mwai8criceto, i mwajatamia, ed in misura minore alcune specie di mwajescoiattolo, il mwajicincillà ed i mwajmgerbilli.

Animali dannosi

I roditori sono considerati dannosi per le colture e le riserve di cibo, in quanto essi si nutrono attivamente dei frutti e dei semi coltivati, danneggiando le piantagioni in maniera diretta, ma possono rovinare i raccolti anche attraverso le loro opere di scavo, quindi in maniera indiretta. Alcune specie spiccatamente antropofile, come topi e ratti, cercano il contatto con l'uomo per vivere all'ombra dei suoi insediamenti, dove trovano un rifugio sicuro e cibo in abbondanza: costoro (soprattutto i ratti), tuttavia, tendono a causare danni ingenti sia alle scorte di cibo che alle infrastrutturecite-ref-17[17]. Si calcola che in mwajoIndonesia fino al 20% delle colture di mwajsriso vada perduto proprio a causa dei roditori.

Alcuni roditori sono inoltre veicolo di varie malattie, infettando l'uomo attraverso i canali più disparati: possono trasmettere le malattie sia direttamente (ad esempio la mwaj0rabbia attraverso il morso, la mwaj4salmonellosi e la mwaj8leptospirosi attraverso le mwakafeci e le mwakeurine) che indirettamente (attraverso i parassiti, come varie forme di mwakitrichinosi, il mwakmtifo petecchiale e la celeberrima mwakqpeste nera, diffusa dai mwakuratti neri attraverso le pulci).

I roditori nella cultura

Le specie di roditore che giocano un qualche ruolo nella cultura popolare sono piuttosto poche, anzi praticamente gli unici roditori a comparire con frequenza in leggende e racconti sono il ratto ed il topo: è rimarchevole il fatto che esse svolgano perlopiù ruoli positivi, a dispetto delle loro abitudini parassitiche nei confronti dell'uomo. Generalmente, il topo svolge il ruolo di animale scaltro e intelligente, che spesso riesce a surclassare animali molto più grandi e forti di lui, probabilmente grazie alla sua adattabilità ed alla simpatia che possono ispirare i suoi occhi neri e lucidi.

Nel mwak4calendario cinese, il mwak8Topo è un animale associato con la forza, il fascino, l'ordine e l'aggressività. Anche in mwalaIndia il topo è un simbolo di forza ed intelligenza, e spesso costituisce il destriero del dio mwaleGanesha. Nella cultura occidentale, il topo compare in molte fiabe di mwaliEsopo con ruoli tutt'altro che negativi, mentre dopo la mwalmRivoluzione Industriale, con conseguente sovraffollamento delle città e precarietà delle condizioni igieniche, i ratti acquisirono via via una connotazione negativa che poi hanno mantenuto, come si evince in libri come mwalqmwalu1984 di mwalyGeorge Orwell e mwalcmwalgStoria di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di mwalkLuis Sepúlveda.

I topi, assai meno dannosi, hanno invece mantenuto un carattere benigno, emergendo in varie storie come personaggi positivi: il più famoso dei topi è probabilmente mwalsTopolino, ma altrettanto conosciuti sono mwalwSpeedy Gonzales e mwal0Jerry. Spesso il topo viene presentato in contrasto stereotipato col mwal4gatto, oppure come spauracchio per gli mwal8elefanti (è il caso di Timoteo, il topo del film mwamamwameDumbo).

Le particolari caratteristiche di altri roditori sono addirittura divenute proverbiali: una persona addormentata si dice che "mwammdorme come un ghiro" oppure "mwamqè in letargo" (con riferimento alla mwamumarmotta). I castori vengono invece considerati animali quantomeno laboriosi a causa della loro abitudine di costruire dighe, mentre i criceti vengono rappresentati come animali scorbutici e litigiosi, a dispetto dell'apparenza buffa.

Conservazione

Oltre a specie diffuse praticamente ovunque, come i ratti e i topi, vi sono specie di roditori dall'areale estremamente ridotto o frazionato, sia per cause naturali che a causa della continua espansione umana, che ha visto l'habitat di molte specie ridursi notevolmente. Un esempio di effetto antropico negativo può essere rappresentato dall'inquinamento luminoso (mwamgALAN, Artificial Light At Night), che riduce l'attività dei roditori, essendo questi animali notturni.cite-ref-18[18]

L'mwam4IUCN elenca 37 specie di roditori estinti (prevalentemente mwam8endemismi insulari), oltre a 65 specie in pericolo critico e 146 in pericolo, oltre a 366 specie sulle quali i dati raccolti sono insufficienti a determinarne lo mwanastatus di conservazione.cite-ref-19[19]

Specie presenti in Italia

In Italia sono presenti 26 specie di roditori allo stato selvatico, inclusi in 17 generi e 6 famiglie:cite-ref-20[20]

| Nome comune | Nome scientifico | Famiglia |
|---|---|---|
| Arvicola agreste | Microtus agrestis | Cricetidi |
| Arvicola campestre | Microtus arvalis | Cricetidi |
| Arvicola delle nevi | Chionomys nivalis | Cricetidi |
| Arvicola di Fatio | Microtus multiplex | Cricetidi |
| Arvicola di Savi | Microtus savii | Cricetidi |
| Arvicola rossastra | Clethrionomys glareolus | Cricetidi |
| Arvicola sotterranea | Microtus subterraneus | Cricetidi |
| Arvicola terrestre | Arvicola terrestris | Cricetidi |
| Topo muschiato | Ondatra zibethicus | Cricetidi |
| Ratto delle chiaviche | Rattus norvegicus | Muridi |
| Ratto nero | Rattus rattus | |
| Topo selvatico | Apodemus sylvaticus | |
| Topo selvatico alpino | Apodemus alpicola | |
| Topo selvatico collo giallo | Apodemus flavicollis | |
| Topo selvatico dorso striato | Apodemus agrarius | |
| Topolino delle risaie | Micromys minutus | |
| Topolino domestico | Mus musculus | |
| Driomio | Dryomys nitedula | Gliridi |
| Ghiro | Glis glis | Gliridi |
| Moscardino | Muscardinus avellanarius | Gliridi |
| Quercino | Eliomys quercinus | Gliridi |
| Marmotta alpina | Marmota marmota | Sciuridi |
| Scoiattolo comune | Sciurus vulgaris | Sciuridi |
| Scoiattolo grigio | Sciurus carolinensis | Sciuridi |
| Istrice | Hystrix cristata | Istricidi |
| Nutria | Myocastor coypus | Miocastoridi |

Note

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Bibliografia

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• mwa7a(EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, 745-752, ISBN 0-8018-8221-4.

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Collegamenti esterni

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• citerefcatalogue-of-life(EN) Rodentia, su Catalogue of Life.
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